Da un’indagine promossa dalla Società Dante Alighieri che ha come obiettivo “monitorare lo stato delle canzoni italiane dall’originale prospettiva di chi insegna o studia l’italiano all’estero e di promuovere l’insegnamento dell’italiano nel mondo attraverso le canzoni più conosciute”, risulta che molte delle canzoni italiane più conosciute e preferite all’estero sono canzoni che hanno partecipato al Festival di Sanremo.
Entro il mese di maggio di quest’anno, sul sito della Dante (www.dante.global – area Cultura), uscirà la lista aggiornata delle canzoni scelte da un campione di 800 persone di 57 paesi del mondo.
A mio parere c’è, fra le canzoni presentate nell’ultimo Festival di Sanremo, un brano che potrebbe piacere ed essere utile sia a stranieri che studiano l’italiano sia a chi lo insegna. Una piccola premessa prima di rivelare il titolo e l’interprete della canzone.
Non sono un esperto di musica leggera contemporanea, anzi. Nelle ultime edizioni del Festival di Sanremo gran parte degli interpreti erano per me dei perfetti sconosciuti.
Non ho potuto seguire il festival di quest’anno perché non ero in Italia e dunque la canzone di cui parlo l’ho ascoltata la prima volta alla radio, durante un programma che trasmetteva le canzoni più ascoltate in Internet sulle grandi piattaforme digitali.
La canzoni è “Tu mi piaci tanto”, cantata da Sayf. Il cantante mi era totalmente sconosciuto. Internet mi informa che Sayf è un giovane di 26 anni nato a Genova da padre italiano e madre tunisina. La canzone ha, almeno per me, una caratteristica ben precisa: il suo ritornello si è piazzato nel cervello, già dal primo ascolto. In italiano questo fenomeno, questa facile e immediata memorizzazione viene definito “tormentone”, cioè l’ossessiva ripetizione di qualcosa che diverte (e tormenta) i nostri orecchi: un termine dunque non sempre positivo. Nel caso di questo brano la facilità e l’immediatezza del riconoscimento della melodia sono soltanto la gradevolissima ‘superficie’ esterna della canzone. Poi è successo quello che a volte mi è capitato osservando dei quadri di una mostra. Prima fase: il quadro mi piace, attira la mia attenzione, mi soffermo per osservare meglio. Seconda fase:un’osservazione un po’ più attenta mi permette di scoprire particolari che non fanno che aumentare la mia stima per l’artista e il mio piacere nel gustare la visione del quadro.
Qualcosa di simile è accaduto con questa canzone. Se fossi un esperto di vini, potrei dire che è una canzone di “pronta beva”, adatto cioè al consumo immediato. L’ascolto è facile, le parole semplici, la melodia accattivante, insomma una dichiarazione d’amore carina.
Se poi si guarda il video ufficiale (che potete vedere in fondo all’articolo) il viso sorridente e il sorriso accattivante del giovane interprete rende ancora più gradevole l’ascolto.
Ma scorrendo il testo, viene fuori, frase dopo frase, strato dopo strato, un quadro che dà una rappresentazione dell’Italia così come la vede l’artista. Ed è una rappresentazione che non fa sconti. Viene fuori l’immagine di un paese complesso, con tante contraddizioni e forti passioni. Sport, politica, televisioni, il malaffare, i ritardi nella cura della natura, la pressione sociale e i contrasti generazionali: non è proprio una canzonetta sentimentale. Sembra la traduzione in parole e musica delle immagini che un drone ha registrato volando sopra il nostro paese.
E allora ci si rende conto che Sayf, come un moderno pifferaio magico, ci ammalia con la sua trascinante melodia e, sorridente, ci porta a riflettere su chi siamo noi italiani e com’è il paese in cui viviamo.
Un testo prezioso per chi studia e insegna italiano. Morfologicamente e sintatticamente lineare e semplice, facile da usare per attività grammaticali e contenuti che offrono numerosi spunti per avviare discussioni.


Attività 1 e 2
– VERBI, INDICATIVO PRESENTE, PASSATO PROSSIMO E IMPERFETTO. CONNETTIVI
– VERBI, INDICATIVO PRESENTE
Livello intermedio ed elementare
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