8 Agosto 2026
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Umberto Eco abitava in una celebre casa-biblioteca a  Milano, in piazza Castello. Per contenere i suoi oltre 32.000 volumi, acquistò e unì due appartamenti creando una pianta ad anello, con i pavimenti rinforzati per sostenere il peso delle librerie che correvano lungo tutti i corridoi. 

Anche se non possediamo migliaia di volumi, prima o poi arriva il momento di mettere anche noi un po’ di ordine tra gli scaffali. Forse in occasione di un trasloco, forse perché abbiamo comprato una nuova libreria, o semplicemente abbiamo bisogno di trovare un libro e non lo troviamo. E allora arriva la fatidica domanda: con quale criterio? Ce ne sono tantissimi, da quelli più accademici a quelli più fantasiosi. Tra i primi troviamo l’ordine alfabetico. Ma dobbiamo decidere se parliamo del nome dello scrittore o della scrittrice, del titolo o della casa editrice. Poi abbiamo il criterio del genere letterario: narrativa, biografia, saggi, fumetti.. Forse possiamo seguire un ordine geografico:narrativa italiana, romanzi russi, grandi classici francesi. Per chi ha librerie che contengono libri in lingue diverse può cominciare con questa prima grande divisione: per lingua. In alcune biblioteche specifiche (per esempio: biblioteche di storia dell’arte) si può suddividere per epoche storiche,tematiche, cataloghi, ecc…

Ci sono poi i criteri più fantasiosi: c’è chi ordina i libri per altezze: quelli più alti insieme a quelli più alti, separati da quelli più piccoli. Oppure c’è chi si diverte a ordinarli per colori: uno scaffale di libri rossi, uno di libri blu, un altro di copertine bianche…

Negli ultimi anni nell’ambito dell’arredamento prevale una tendenza: il beige e i colori neutri. E questo ha portato molti arredatori di interni a proporre delle librerie con i libri al contrario, dove non è visibile il dorso con il titolo e l’autore/autrice, ma la parte delle pagine, per avere un uniforme muro beige che non disturbi l’armonia cromatica di questi moderni saloni color bianco sporco.

Infine ci sono i criteri personali, cioè un ordine imperscrutabile, leggibile solo dal proprietario della biblioteca. A volte è solo un ordine cronologico: in uno scaffale ci sono i libri che ho comprato quest’anno, sopra ci sono quelli dell’anno scorso, ecc…

Oppure possiamo destinare uno scaffale ai libri che abbiamo comprato e ancora non abbiamo letto. Uno scaffale o due, dipende da che compratori di libri siete.

O semplicemente un caos ordinato dove senza una ragione precisa ci sono libri uno vicino all’altro che vengono trovati e localizzati senza problemi. Forse sono i criteri più belli, quelli più personali, quelli che ti fanno dire: “sì, ricordo di aver messo questo libro vicino a quello perché li ho letti uno dopo l’altro l’anno scorso in spiaggia” o “trovo facilmente questo libro di racconti, perché è vicino a quello di botanica che ho comprato lo stesso giorno in quella libreria carinissima durante il mio ultimo viaggio”. Nel libro di Roberto Calasso “Come ordinare una biblioteca” viene sviluppato il concetto della “regola del buon vicino”: i libri sono vicini per affinità intellettuali, associazioni di idee. Diceva l’autore: “Nella biblioteca perfetta, quando si cerca un certo libro, si finisce per prendere quello che gli sta accanto e che si rivelerà essere ancora più utile di quello che cercavamo.”

Quindi la librería diventa una specie di mappa intellettuale, emozionale e biografica del proprietario, una specie di fotografia della sua vita e dei suoi pensieri. Che bello pensare che nelle nostre case ci sono i mobili, magari anche le fotografie, ma soprattutto degli scaffali pieni della storia della nostra famiglia, dei nostri studi, del nostro tempo libero, dei nostri gusti e dei nostri pensieri.