10 Ottobre 2026
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Ci sarà una ragione se ci sono voluti 800 anni prima che un papa scegliesse il nome di Francesco. La scelta del nome indica la direzione verso cui, almeno in linea di massima, andrà il papato, e se si sceglie Francesco il programma è arduo. Non mi sembra che sia stato facile il papato di Jorge Bergoglio.

Con il linguaggio attuale si potrebbe definire Francesco d’Assisi una persona sopra le righe, cioè esagerata nel suo modo di essere e di fare. 

Figlio di un ricco mercante di tessuti di Assisi, Francesco vive senza pensieri tra feste e vita agiata, seguendo il lavoro del padre e immaginando glorie militari. Durante una guerra tra Assisi e Perugia, nel 1202, viene fatto prigioniero; ha tempo di riflettere. L’incontro con un lebbroso e l’aver ascoltato la voce del Crocifisso di S. Damiano che lo invitava a riparare la casa del Signore determinano il cambiamento.

Avrebbe potuto semplicemente ridimensionare la sua vita, invece no, di fronte alle rimostranze di suo padre che non accetta quella svolta si spoglia anche dei vestiti che ha addosso, per restituirglieli, rimanendo nudo e costringendo il vescovo a coprirlo con il suo mantello.

Sarebbe potuto entrare in uno degli ordini religiosi o monastici già esistenti, ma Francesco si pone al di sotto di loro fondando nel 1208 l’Ordine dei Frati Minori. Minori significa più piccoli, per lui i più umili, i più poveri, gli ultimi. Lui pensa che i Frati Minori possono però essere ausiliari di Santa Madre Chiesa che si stava allontanando dagli insegnamenti di Cristo, supplire ai difetti, ma con sempre più umiltà.  La massima umiltà e la massima povertà sono i fondamenti dell’ordine francescano. I frati devono possedere solo tunica, corda e mutande, vivere di elemosina, servire negli ospedali dei lebbrosi, vivere con loro e farlo con gioia. 

Secondo lui i libri si potevano leggere, ma non possedere. All’epoca  non era ancora stata inventata la stampa, si può quindi immaginare quanto prezioso potesse essere un libro. Possederlo significava essere ricchi, quindi… quando una madre poverissima andò a chiedere aiuto a Frate Francesco, questi, venendo a sapere che non avevano niente da darle, ordinò che le dessero il Vangelo, per poterlo vendere. Non senza lo sconcerto dei Frati.

Francesco chiede al Papa di riconoscere l’Ordine dei Frati Minori e di poter predicare. Non è facile concedere il permesso a un personaggio che mette in pratica così rigorosamente l’insegnamento di Cristo, è una figura scomoda con cui la Chiesa deve misurarsi. Frate Francesco riceverà il permesso orale, ma dovrà aspettare circa tredici anni per ottenere da un altro papa l’atto giuridico ufficiale.

Il rigore di Frate Francesco è tale che anche i fratelli che lo seguono a volte trovano troppo dura la vita a cui si sono votati, ma la sua umiltà è tale che per questa ragione rinuncia a guidare l’Ordine che lui stesso ha costituito, lasciando la guida ad un altro fratello e costringendosi all’obbedienza fino alla fine dei suoi giorni.

Verso la fine della sua vita, molto sofferente e con gravi problemi agli occhi che lo rendono quasi cieco, scrive il Cantico delle Creature, primo componimento poetico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Il Cantico delle Creature è una bellissima lode e ringraziamento al Signore che ha creato per noi il sole, la luna e le stelle, il vento, l’aria, le nuvole, il cielo, l’acqua, il fuoco, la terra con tutti i suoi doni. Francesco chiama fratello e sorella ciascuno di essi, anche la morte del corpo, per la quale rinnova la lode e il ringraziamento. E’ l’inno di una persona felice, perché Francesco vive con gioia anche la sua profonda sofferenza, ché lo avvicina a Cristo. Muore il 3  o 4 ottobre 1226 all’età di circa 44 anni. Due anni dopo viene proclamato santo. 

Che San Francesco fosse un santo scomodo lo rivela il fatto che di lui sono state scritte più biografie. Quelle scritte da Tommaso da Celano (poeta, scrittore), ben quattro, per via delle continue richieste  di modifiche, sembrano essere più aderenti ai fatti. Ma il Capitolo Generale (assemblea dei più alti rappresentanti di un ordine religioso, la quale ha il compito di governarlo e indicarne l’indirizzo) vuole una “vera” vita e la fa scrivere nel 1260 a Bonaventura da Bagnoregio (San Bonaventura, cardinale, filosofo e teologo) che esclude cose presenti nelle precedenti biografie. Il Capitolo Generale vuole inoltre che tutte quelle biografie vengano distrutte. Per nostra fortuna non tutti hanno obbedito. 

Giotto dipinge gli affreschi della Basilica di S. Francesco ad Assisi basandosi sulla vita scritta da San Bonaventura. 

Che cosa può dire S. Francesco, a 800 anni di distanza, a chi abita i nostri tempi?

Sicuramente dice che nella vita si può cambiare; che la gioia vera non viene dalla ricchezza, donare agli altri, spendersi per gli altri fa stare bene, quando oggi sembra che facciamo persino fatica a vederli, gli altri; che dobbiamo amare e rispettare la terra, non favorire con i nostri comportamenti il cambiamento climatico. Lui ha accettato, ottocento anni fa, che una donna, Chiara, creasse il secondo ordine francescano, l’Ordine di Santa Chiara, prima donna a scrivere la regola di un ordine monastico femminile, approvata dal papa nel 1252. Quindi ha da dirci molto anche su questo, visto che al giorno d’oggi siamo purtroppo ancora di fronte a discriminazioni di genere su molti fronti. Per non parlare della pace, da lui sempre desiderata per tutti: “Dio vi dia la pace” era il suo saluto. Insomma, Francesco che ha vissuto come il più umile è diventato così grande da essere celebrato anche dopo otto secoli. Il 4 ottobre, festa nazionale per il Patrono d’Italia, S. Francesco di Assisi.


Ecco il Cantico Delle Creature, tradotto in italiano moderno:

Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono la lode, la gloria, l’onore ed ogni benedizione.
A te solo Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di pronunciare il tuo nome.

Tu sia lodato, mio Signore, insieme a tutte le creature specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu attraverso di lui ci illumini. Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia te, Altissimo.

Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.

Tu sia lodato, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno e ogni tempo tramite il quale dai sostentamento alle creature.

Tu sia lodato, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.

Tu sia lodato, mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. È bello, giocondo, robusto e forte.

Tu sia lodato, mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento, ci mantiene e produce diversi frutti con fiori colorati ed erba.

Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore e sopportano malattie e sofferenze.
Beati quelli che le sopporteranno in pace, perchè saranno incoronati.

Tu sia lodato, mio Signore, per nostra sorella morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare: guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.

Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà,
perché la seconda morte, non farà loro male.

Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.