Carofiglio, Bari e l’avvocato Guerreri✍

Tom Downey, giornalista americano, ha scritto un articolo sul Wall Street Journal in cui consiglia di visitare alcune città del mondo, seguendo, invece di una guida turistica, le vicende di personaggi di romanzi polizieschi. Non è un’idea nuovissima: già da tempo esistono visite organizzate di Parigi che hanno come itinerari luoghi dove si svolgono le vicende dell’ispettore Maigret, creato da Georges Simenon; allo stesso modo ci sono anche viaggi organizzati che hanno come meta la casa di Montalbano, l’ispettore siciliano inventato da Andrea Camilleri.

L’articolo del giornalista ha suscitato notevole interesse in Italia in quanto, tra le varie città citate, si parla di Bari, capoluogo pugliese, visitata lasciandosi guidare dalle storie dell’avvocato Guerrieri, personaggio creato dalla penna di Gianrico Carofiglio.

Carofiglio è uno dei più famosi scrittori italiani contemporanei, ogni suo libro in uscita occupa per mesi la classifica dei libri più venduti. Ma è anche uno dei principali intellettuali del nostro paese. Per rendersene conto basta ascoltare una qualsiasi delle numerose interviste che si trovano in rete. Il vocabolario accurato, preciso ed essenziale, le argomentazioni chiare, forti e convincenti, i modi sempre affabili e cortesi, fanno di lui un personaggio unico nel panorama culturale italiano.

Sessantatré anni, pugliese (di Bari), ha avuto una carriera di magistrato e di politico. In magistratura si è distinto per il suo impegno contro la criminalità organizzata; riguardo alla politica è stato senatore per una legislatura nel partito politico “Partito Democratico”.

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Il suo esordio come scrittore avviene nel 2002, con il libro “Testimone inconsapevole”, che vede come protagonista l’avvocato Guido Guerrieri. Un successo editoriale clamoroso, tradotto in molte lingue.

La specificità dei romanzi che hanno come protagonista Guerrieri è che insieme al caso giuridico che viene raccontato trovano sempre spazio le riflessioni che l’avvocato elabora su temi esistenziali e personali. 

Dal 2002 al 2024 sono usciti sette libri di Carofiglio con Guerrieri protagonista e, al contrario del Maigret di Simenon che mantiene più o meno sempre la stessa matura età, l’avvocato di Carofiglio, come il Montalbano di Camilleri, invecchia. E arrivando ai sessant’anni (non a caso più o meno l’età dello scrittore…) le domande esistenziali dell’avvocato (e dello scrittore…) aumentano e si fanno più pressanti.

Un particolare della biografia dello scrittore può servire per conoscere meglio la sua personalità: Carofiglio è cintura nera di karate, sesto dan, un livello molto alto. Ecco una sua dichiarazione in un’intervista: “… le discipline marziali correttamente praticate ti insegnano ad avere a che fare con la paura, ad addomesticarla, ad integrarla e la paura integrata, compresa, è un potente elemento di cambiamento.”

Nei primi sei libri l’avvocato Guerrieri ‘dialogava’ in casa con il sacco da boxe con cui si allenava e si teneva in esercizio: Mister Sacco, così lo chiamava, era il suo interlocutore. Ma in questo ultimo libro, “L’orizzonte della notte”, Mister Sacco non gli basta più e si rivolge ad uno psicanalista. Ed è difficile non rimanere affascinati dai dialoghi con lo psicanalista, dai racconti che scavano nel passato dell’avvocato, dai suoi sogni così carichi di significati. Un mare di emozioni che testimonia la crisi esistenziale dell’avvocato giunto ad un’età in cui si cominciano a fare dei bilanci. E in un’altra intervista le parole di Carofiglio ci rivelano la sua affinità con l’avvocato Guerrieri e fanno capire il valore terapeutico della scrittura: “ …il miglior psicoterapeuta è un buon vocabolario, che è un modo per dire che dare un nome alle emozioni, addirittura raccontarle, riduce la violenza del loro impatto.”

Anche la vicenda giudiziaria raccontata nel libro offre spunti di riflessione profondi. L’avvocato difende in tribunale una donna che ha ucciso con un colpo di pistola l’ex compagno della sorella gemella, morta suicida. L’uomo era un personaggio spregevole ed era chiaramente responsabile del suicidio della sorella dell’imputata. I giudici del tribunale sono chiamati a decidere se la donna è andata ad uccidere l’uomo, si tratta cioè un omicidio premeditato, oppure la donna ha sparato per difendersi dall’uomo che l’aggrediva, cioè ha agito per legittima difesa. E anche qui, sul piano giuridico, Carofiglio mostra tutta la sua ricchezza umana e culturale, la sua competenza professionale, la sua capacità di spiegare in modo chiaro e scorrevole quello che succede in un’aula di tribunale. E ovviamente non mancano alcune amare riflessioni: “…il mondo dei processi è uno dei più imponderabili che esistano, accade di tutto e fare previsioni è una pessima idea”.

Tramonto dal lungomare di Bari | JuzaPhoto

Un libro giallo in cui il colpevole è noto fin dalle prime pagine. Un libro giallo pieno di riflessioni e nessun colpo di scena. Una vera e propria sfida catturare l’attenzione del lettore. Una sfida letteraria che Carofiglio vince a piene mani. Quando arriverete alla fine del libro, un finale che fa venire la pelle d’oca, avrete una grande voglia di accompagnare Guerrieri in una delle sue passeggiate notturne in una Bari magica.

Attività

PUZZLE LINGUISTICO

Livello avanzato

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