Spingo il carrello del supermercato con determinazione, sono le 14.00 e sono fiera di aver scelto l’orario del dopo pranzo per trovare meno gente e per seguire i consigli di dietologi e nutrizionisti: non si fa la spesa quando si ha fame, si rischia di comprare più del necessario; compra pensando che il tuo piatto deve essere diviso in tre parti, cioè metà con verdure, un quarto con proteine e un quarto con carboidrati. Bene. Farò una spesa più razionale e mirata. Cerco frutta e verdure fresche e mentre mi riempio gli occhi dei tanti colori mi viene in mente che sarebbe interessante intervistare il direttore di questo e di altri supermercati, fra i più frequentati, per sapere come e cosa comprano gli italiani. Magari io non faccio testo.
Dedico la settimana a questo progetto e scopro quanto segue.
La spesa degli italiani per l’alimentazione, la cura della persona e della casa è molto più oculata rispetto al passato. Certamente per ragioni economiche: i prezzi sono aumentati di oltre il 50%, mi dice il direttore con 20 anni di esperienza, e i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica dicono che dal 2021 a inizio 2026 l’aumento è del 24-25%. Il contesto internazionale non induce all’ottimismo, quindi non si compra il superfluo.
Ma quali sono le prime 10 cose che tutti acquistano? Uova, pasta, pane, passata di pomodoro, farina, latte, biscotti per la colazione, olio, frutta e verdura, legumi. Questo è l’elenco composto mettendo insieme le dichiarazione degli intervistati che rilevano anche la tendenza dei clienti verso scelte salutistiche e ambientali. Sono in deciso aumento le vendite di prodotti con meno zuccheri e meno grassi e i consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità, sia del tipo di alimento sia dell’imballaggio.
Con i supermercati aperti sette giorni su sette la spesa non si concentra più soltanto il sabato, anche se rimane il giorno preferito, e si sceglie anche la domenica. Dalla fine della pandemia i carrelli non sono più riempiti per l’intera settimana, ma si preferisce una spesa più frazionata. Ciò va nella direzione di una maggiore freschezza degli alimenti, di un minore spreco, perché si compra il necessario per uno o due giorni e non si rischia di far scadere i prodotti, con vantaggi economici ed etici.
Sempre più riforniti sono gli scaffali con cibi senza glutine e senza lattosio per venire incontro a persone con intolleranze alimentari, inoltre una grande varietà di offerte per vegetariani e vegani ci rivela che questi prodotti sono sempre più richiesti. Per non parlare delle monoporzioni o quantità per due, massimo tre persone che ormai sono in netta maggioranza rispetto ai grandi “formato famiglia” degli anni passati.
È sempre più in aumento la richiesta di cibi pronti, soprattutto al nord dell’Italia, segue il centro, ma molto meno al sud dove si continua a preferire la cucina casalinga. Si calcola comunque che la richiesta di alimenti pronti al consumo è in continuo aumento e i supermercati si adeguano, allestendo cucine, forni e caseifici al loro interno per fornire quanto di più fresco o “appena fatto”.
In salita anche l’interesse per cibi etnici e prodotti esotici: kebab, sushi, cous cous, paella… Noodles, riso basmati, hummus e salse varie finiscono nel carrello delle famiglie più giovani. Quanto alla frutta, il consistente consumo di avocado, mango, kiwi, papaya, ha portato a coltivarne in discreta quantità anche in Italia, nelle regioni più calde, cioè Sicilia e Calabria.
Alla mia domanda “Che cosa offre di speciale ai suoi clienti per far sì che tornino a fare la spesa qui e non vadano altrove?” La risposta comune è stata “La gentilezza, la cura del cliente, più di ogni altra cosa. La risposta onesta quando ti chiedono un consiglio sui prodotti fidelizza il cliente, come pure evitargli una lunga fila alla cassa, ma la gentilezza e il sorriso sono vincenti”. Ecco perché la pubblicità di uno di questi supermercati recita “Persone oltre le cose”.


Attività
AVVERBI
Livello intermedio
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