Andrea Camilleri, il papà di Montalbano

Andrea Camilleri è stato uno degli scrittori italiani più famosi degli ultimi trent’anni․

Siciliano di nascita, ha passato gran parte della sua vita a Roma, dove è morto, all’età di 94 anni, il 17 luglio 2019․

Scrittore molto prolifico, ha pubblicato un centinaio di libri, vendendo circa 31 milioni copie․ 

Il successo dello scrittore è arrivato in età avanzata․ Da giovane aveva scritto poesie che avevano suscitato qualche interesse nel mondo letterario, ma dopo aver studiato regia all’Accademia di Arte drammatica, si dedicò completamente al teatro, sia come regista che come autore․ Per lungo tempo lavorò all’interno della RAI, la televisione di stato, sempre in ambito teatrale, contribuendo al successo di sceneggiati che sono nella memoria collettiva di molti italiani, prima fra tutte la serie del commissario Maigret, creatura letteraria di Georges Simenon․ In una sua intervista Camilleri raccontò un aneddoto riguardante Simenon․ Lo scrittore francese non voleva concedere l’autorizzazione alla trasposizione televisiva, perché l’attrice scelta per il ruolo di moglie di Maigret era troppo bella e non corrispondeva alla figura della moglie del commissario così come lui l’aveva creata nei suoi libri․ Camilleri, che curava la produzione televisiva, e un alto dirigente Rai dovettero andare a parlare con Simenon per convincerlo․ Raggiunsero l’accordo soltanto con la promessa, da parte della Rai, di truccare e vestire la moglie di Maigret in modo tale che non apparisse troppo bella․

Camilleri pubblica alcuni romanzi verso la fine degli anni settanta, ambientati nella sua amata Sicilia, ma il successo stenta ad arrivare․

Dopo una pausa di una dozzina di anni comincia a pubblicare, con discreto successo, altri romanzi, sempre ambientati in Sicilia e con storie che si svolgono fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento․

All’inizio degli anni novanta Camilleri, in età da pensione deve prendere delle decisioni importanti che riguardano la sua vita privata․ L’appartamento in cui abita in affitto, è stato posto in vendita․ Il prezzo è al di sopra delle sue possibilità․ Lo scrittore racconta che un giorno si materializzò sulla porta della sua camera la figura di un ispettore di polizia che lo stava osservando․ Fu l’intuizione decisiva, l’invenzione letteraria che cambiò la sua vita․ Era arrivato il commissario Montalbano․ La svolta della sua carriera e della sua vita․ Nel 1994 esce il primo romanzo con Montalbano protagonista, “La forma dell’acqua”, Sarà il primo di una lunga serie․ I romanzi con Montalbano occuperanno per molti anni e stabilmente le prime posizioni della classifica dei libri più venduti․ La serie televisiva, con il commissario Montalbano interpretato dall’attore Luca Zingaretti, dà un formidabile impulso alla sua notorietà․

Anche i libri usciti precedentemente vengono ripubblicati e riscuotono un rinnovato successo․

Un successo di pubblico e di critica travolgente e traduzioni in più di cento lingue․

L’uso di una lingua che è il risultato di una personalissima mescolanza di italiano e dialetto siciliano diventerà il suo marchio distintivo․ Camilleri ha raccontato che mentre assisteva il padre morente in ospedale, gli raccontò una storia usando questa lingua ibridata e gli confidò che non riusciva a scriverla in italiano․ Il padre lo convinse a scriverla così come gliela aveva raccontata․

I luoghi dove si svolgono le vicende poliziesche del commissario (l’immaginaria cittadina di Vigata, nella realtà Porto Empedocle, luogo natale di Camilleri) e la casa sul mare dove il commissario della serie televisiva abita sono diventate mete turistiche visitatissime dai suoi numerosissimi fan․

L’ultimo libro che ha come protagonista il commissario Montalbano è uscito, postumo, con il titolo “Riccardino”․ Lo scrittore l’aveva scritto già da tempo e aveva raccomandato all’editore di pubblicarlo dopo la sua morte․

Camilleri viene ricordato anche per il suo continuo impegno civile e politico․ Schierato da sempre nel fronte di sinistra e progressista ha sempre manifestato il suo pensiero critico riguardo ai più scottanti temi sociali e politici․

Gli ultimi tre anni della sua vita Camilleri li ha trascorsi totalmente cieco․ Questa menomazione non gli ha impedito di lavorare․ Non solo ha scritto (dettato) l’ennesima avventura di Montalbano, ma ha anche scritto e recitato, lui unico interprete, al Teatro Greco di Siracusa una sua opera teatrale, “Conversazione su Tiresia”, il profeta greco cieco che appare nell’Odissea․ Una fusione perfetta tra personaggio e interprete․

“Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi․ L’invenzione più felice è stata quella di un commissario conosciuto ormai nel mondo intero․ Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla, solo su queste pietre eterne․” (Tiresia – Camilleri)

Attività (1 e 2)

PASSATO PROSSIMO, PASSATO REMOTO

Livello intermedio e avanzato

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