RACCONTO – Il pranzo di Pasqua ✍

Sandra aveva già deciso cosa preparare per Pasqua e come ogni donna previdente si era fatta la lista della spesa per comprare per tempo tutto il necessario. 

Aveva deciso che l’antipasto sarebbe stato come quello che preparava sua madre e cioè salame “corallina” con la ciambella tipica delle Marche, carciofini e fave sott’olio fatti rigorosamente in casa. Immaginava di fare anche la Torta Pasqualina che è un classico, se trovava la ricotta buona come diceva lei.

Come primo era indecisa tra una lasagna con verdure o cannelloni con ricotta e carciofi, comunque niente carne, visto che come secondo voleva preparare le tradizionali costolette di agnello panate e fritte che piacciono sempre a tutti. In famiglia c’era chi non avrebbe rinunciato alle gustose patate al forno, come contorno, e una buona insalata mista che invece per lei era indispensabile dopo l’agnello, oppure asparagi al limone. E i dolci? Forse suo marito, come ogni anno, non avrebbe resistito  a comprare la pastiera napoletana di cui era ghiotto, anche se Sandra aveva già comprato l’uovo di cioccolato fondente con sorpresa scegliendo fra quelli di un’associazione benefica e la colomba classica di quella pasticceria siciliana che metteva dei freschi canditi d’arancia davvero deliziosi. Pensava al significato di “rinascita” che le uova simboleggiano, sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista laico e si chiedeva quale potesse essere una rinascita per lei. Pensava alla colomba come simbolo di pace e le aumentava il peso nel cuore. Quale pace? E ancora, quale rinascita? Una nuova Sandra? Una nuova vita? 

Quella notte aveva sognato di entrare in un piccolo bagno che non conosceva. Chiudendo la porta aveva visto dietro, appese ad un gancio due sue giacche impolverate e un vestito che riconosceva come suo, anche quello con i segni del tempo e dell’immobilità. Lo scarico di quel bagno, dal soffitto bassissimo che quasi la schiacciava, gettava acqua automaticamente ad intervalli regolari, ma sul pavimento, e le inondava i piedi che aveva sporchi di fango secco. Si era svegliata con la speranza che le sue scarpe, di buona fattura, resistessero a quell’acqua che le stava ripulendo i piedi. Come si era sporcata i piedi? Quale palude aveva attraversato?

Stava dipingendo due uova da mettere in tavola come decorazione, insieme ad altri ovetti di cioccolato ricoperti di zucchero colorato con tenui colori pastello e si interrogava sul suo sogno quando vide illuminarsi lo schermo del suo cellulare che aveva silenziato per ascoltare la musica. Il nome che vide risaltare sullo schermo luminoso non lo vedeva da anni. Non l’aveva cancellato come avrebbe dovuto. Rimase a guardarlo sconvolta immaginando scenari prima di quel momento inimmaginabili. Rispondere a quella chiamata avrebbe cambiato totalmente la sua vita. Sarebbe rinata? Avrebbe potuto lasciare la sua vita attuale come i vestiti appesi dietro la porta del sogno? Per un istante immaginò scenari nuovi e la sua sete di emozioni sarebbe stata appagata. Ma subito le fu chiaro che non avrebbe mai avuto pace. Per la Pace, appunto quella con la maiuscola, che si sceglie al posto della guerra, si sentiva maledettamente e dolorosamente impotente, ma per la sua pace e quella della sua famiglia che amava sopra ogni cosa aveva lei, in mano, il bottone del comando. Rifiutò la chiamata, cancellò quel numero e tornò a decorare le uova per il pranzo di Pasqua.

Nota: Nella pagina dell’Attività1 troverai le foto dei cibi tradizionali menzionati nell’articolo.

Attività 1 & 2

LESSICO GASTRONOMIA, CONDIZIONALE E PASSATO REMOTO

Livello elementare e avanzato

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